Il caso
Un ex militare della Marina Militare aveva richiesto il riconoscimento della pensione privilegiata, dopo anni di servizio per una patologia invalidante legata al suo impiego operativo.
Il Ministero della Difesa aveva negato il beneficio. Nonostante l’evidente compromissione dell’apparato uditivo e l’insorgenza di ulteriori disturbi psico-fisici aveva attribuito una classificazione minima dell’invalidità non sufficiente per ottenere la pensione.
Lo Studio Legale Zaccariello & Partners assumeva la difesa del ricorrente, contestando la valutazione amministrativa e chiedendo l’accertamento completo della reale entità del danno.
La prima decisione: pensione privilegiata di 8ª categoria
In una prima fase giudiziaria, la Corte dei Conti di Bari riconosceva in via provvisoria la pensione privilegiata di 8ª categoria, disponendo il pagamento degli arretrati con interessi e rivalutazione.
Questa prima vittoria nasceva da una corretta ricostruzione del quadro patologico e da un efficace lavoro di insistenza probatoria da parte della difesa.
La svolta: contestazione della consulenza tecnica e nuova perizia
Gli Avvocati Sergio Zaccariello e Stefano Zaccariello, non condividendo le conclusioni del primo consulente tecnico d’ufficio, hanno proposto specifiche osservazioni critiche alla perizia e richiesto una nuova CTU, evidenziando aspetti non adeguatamente considerati nella prima valutazione.
La seconda perizia ha confermato la fondatezza delle tesi dello Studio:
l’insieme delle patologie del ricorrente costituiva un unico complesso morboso interdipendente, meritevole di una classificazione più elevata.
La decisione definitiva: riconosciuta la pensione privilegiata di 6ª categoria
La Corte dei Conti di Bari ha accolto integralmente le richieste della difesa, riconoscendo la pensione privilegiata di 6ª categoria, con:
· dieci anni di arretrati pensionistici,
· interessi legali,
· rivalutazione monetaria,
· condanna dell’Ministero della Difesaal pagamento delle spese legali.
Si tratta di un risultato di grande importanza, che garantisce al ricorrente una tutela economica adeguata rispetto alle condizioni invalidanti subite in servizio.
Considerazioni finali
Questa sentenza conferma quanto un’accurata strategia difensiva e una contestazione tecnica mirata possano cambiare radicalmente l’esito di un diniego del Ministero della Difesa e di un giudizio pensionistico.
Il caso rappresenta un precedente significativo per tutti i militari che vedono negati o ridimensionati i propri diritti pensionistici e dimostra l’importanza di affidarsi a professionisti esperti nello specifico settore pensionistico dei militari.